sos@6come6.org

Il nuovo trattato internazionale definisce «violenza e molestie» tutti quei comportamenti, pratiche o minacce «che mirano a provocare — o sono suscettibili di provocare — danni fisici, psicologici, sessuali o economici». E richiede pertanto agli Stati di adoperarsi per assicurare «tolleranza zero nel mondo del lavoro». Ai governi che ratificano il trattato viene richiesto di adottare leggi nazionali che proibiscano la violenza sul posto di lavoro nonché misure preventive, come campagne di informazione che impongano alle aziende di avere politiche sul luogo di lavoro sulla violenza, OLTRE CHE A MONITORARE LA QUESTIONE e ad agevolare una soluzione contro il problema favorendo meccanismi di denuncia, misure di protezione dei testimoni e servizi che aiutino le vittime a fornire misure che proteggano sia queste ultime che gli informatori da ritorsioni. L’Accordo regionale sottoscritto da Confapi Sicilia e CGIL, CISL e UIL, a tal fine prevede: ogni atto, prassi comportamento che si configuri come molestie o violenza nei luoghi di lavoro, secondo le definizioni dell’Accordo, è inaccettabile; è riconosciuto il principio che la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere violata da atti o comportamenti che configurino molestie o violenza gli atti, le prassi e/o i comportamenti molesti o la violenza subiti nel luogo di lavoro vanno denunciati tutti hanno il dovere di collaborare al mantenimento di un ambiente di lavoro in cui sia stata rispettata la dignità di ognuno e siano favorite le relazioni interpersonali, basate su principi di eguaglianza e di reciproca correttezza è necessario che vengano definite congiuntamente procedure minime da mettere in atto nel contesto lavorativo, qualora si verifichino dei casi, ma anche interventi di prevenzione finalizzati ad aumentare la consapevolezza dei datori di lavoro, delle lavoratrici, dei lavoratori e dei loro rappresentanti sulle molestie e sulla violenza nei luoghi di lavoro